Sei sicuro di essere il vero proprietario del tuo ascensore?

Ascensore Non ProprietarioLa maggior parte di voi riterrà la domanda alquanto banale ma, se vivete in un condominio, la risposta dovrebbe esservi nota e sono certo che la stragrande maggioranza di voi è convinta di SI !

In realtà io non ne sarei così sicuro.

Già da qualche anno negli Stati Uniti e, sempre più nel mondo, i progettisti più informati e le imprese edili più esigenti ed attente, cominciano a specificare in maniera chiara e decisa, nelle loro richieste di offerta, il concetto evoluto di “non-proprietary”.

Questo concetto rimanda immediatamente, nell’immaginario collettivo, alla negazione del concetto di proprietà, di possesso, quindi rimanda al concetto positivo di libertà di utilizzo di qualcosa.

Ma cosa si intende pernon proprietario” nel settore ascensoristico?

In sintesi, si dice che un ascensore è “non-proprietario”, quando è dotato di componenti e strumenti di diagnostica (per l’utilizzo e la manutenzione) facilmente reperibili ed utilizzabili da qualsiasi azienda ascensoristica, piuttosto che di prodotti dall’elevato e specializzato “ingegno costruttivo negativoche vengono spesso oggi offerti da alcuni grandi produttori di ascensori.

L’importanza di questo concetto, si fa notare ancor di più quando prendiamo in considerazione tutto ciò in termini di costi nel lungo termine.

Proprio così, i costi nel lungo termine, perché se è vero che l’acquisto dell’ascensore spesso è fatto dall’impresa edile che ci costruisce casa, è altrettanto vero che TUTTI i costi di gestione successivi all’installazione dell’impianto sono a carico degli utenti (es.: condomini).

Possiamo quindi dire più semplicemente che gli ascensori NON proprietari sono più semplici e meno onerosi nella loro gestione in quanto, essendo prodotti con materiali facilmente reperibili in commercio, non diventano obsoleti in maniera veloce.

Tra l’altro, le informazioni tecniche di supporto e gli strumenti di diagnostica, sono prontamente disponibili ed utilizzabili da tutte le aziende, qualunque sia il loro nome.

Questo concetto si traduce quindi nel fatto che tali impianti possono essere manutenuti e gestiti nella loro funzione, da qualsiasi buona azienda del settore, che il proprietario dell’ascensore (si tratti di condomini o proprietari di altra tipologia), voglia liberamente scegliere.

Il rapporto tra produttore, manutentore e proprietario, è quindi un rapporto discreto, chiaro, libero, semplice,  e onesto. Senza alcun trucco di mezzo.

Tutto ciò a beneficio quindi dei proprietari degli edifici e degli amministratori di condominio che non sono “costretti” ad avere come manutentore del proprio ascensore la sola azienda che lo ha fornito.

La sola azienda che, di fatto, pur non utilizzandolo su e giù tutti i giorni, sarebbe “proprietaria dell’ascensore”.

Il proprietario dell’ascensore, quello vero, può così scegliere un manutentore perché VUOLE quel manutentore. Non perché DEVE.

Ma come si riconosce, al contrario, un ascensore “proprietario”?

Niente di più semplice. Questo impianto è spesso molto tecnologico, dal design accattivante, dagli ingombri ultra compatti e soprattutto dai consumi energetici bassissimi (come se il costo di gestione di un ascensore dipendesse solo da questa componente…mentre purtroppo, i costi maggiori derivano dalle spese per la manutenzione e la riparazione dell’impianto!)

Oltre a quanto sopra, gli impianti proprietari vengono spesso proposti all’acquirente a dei prezzi alti che “magicamente” dopo un paio di incontri commerciali si riducono alla metà specie se il compratore è disposto a sottoscrivere contestualmente al contratto di fornitura dell’impianto, un contratto di manutenzione pluriennale con la ditta ascensoristica fornitrice.

A questo punto l’ascensore viene installato e, nel momento in cui lo stesso deve andare in funzione, iniziano i problemi. Si perché, con il contratto di manutenzione già firmato in precedenza, l’amministratore di condominio spesso si limita (giustamente!) a contattare l’azienda ascensoristica per l’attivazione dell’impianto ma poi, quando arriva la prima fattura del servizio di manutenzione ordinaria, si scopre che gli importi sono fuori mercato e che i costi per gli interventi sono esagerati (questo accade spesso perché il contratto di manutenzione è stato sottoscritto da chi ha acquistato l’impianto e non da chi lo andrà ad utilizzare).

Bene, quando il proprietario dello stabile (Es. condominio) decide di valutare eventuali altre proposte che il mercato può offrire, si renderà conto che non è così facile. Questo perché  scopre che probabilmente  è di fronte ad un esempio di “ascensore proprietario” dove quindi il vero proprietario è l’azienda che lo ha fornito. Il problema sta nel fatto che quell’impianto ha una “tecnologia proprietaria” che di fatto ne limita l’intervento da parte di aziende concorrenti. In sostanza l’azienda che ha costruito e fornito l’ascensore proprietario progetta l’impianto con un alto livello di complicazione tecnologica e utilizza componenti difficili da reperire e soprattutto a prezzi elevati ed acquistabili solo dall’azienda che ha costruito l’impianto. Inoltre gli strumenti di diagnostica e di gestione sono di esclusiva proprietà del fornitore e quindi, sempre più spesso, l’accesso a tali strumenti da parte di altre azienda è quasi impossibile (in realtà questi strumenti devono essere forniti per legge ma i costi ed i tempi di attesa per ottenerli scoraggiano la maggior parte delle imprese).

A questo punto ci si rende conto che si è obbligati a mantenere un rapporto contrattuale per la manutenzione ordinaria solo con la ditta fornitrice che, di conseguenza, potrà liberamente dettare le condizioni commerciali. L’unica trattativa possibile quindi è quella per ridefinire al ribasso i costi che, seppur facilmente riducibili, in realtà sono solo un contentino momentaneo in quanto a fine anno il costo totale della voce manutenzione+riparazione dell’ascensore sarà sempre lo stesso (si veda il principio dei vasi comunicanti…abbasso la manutenzione e aumento la riparazione).

Caveat Emptor dicevano spesso i latini. “Stia in guardia il compratore”.

Il concetto di “non-proprietary” guida il compratore nello stare in guardia.

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