La sicurezza degli ascensori e la responsabilità di fronte ad un incidente.

Sempre più spesso la scelta della ditta manutentrice per il proprio ascensore Responsabilitàricade su quella che applica il cosiddetto miglior “rapporto qualità/prezzo” anche se in realtà tendenzialmente si finisce sempre per scegliere solo il “miglior prezzo”.

Questo perché si tende a sottovalutare l’importanza di affidare il servizio di manutenzione ad una ditta ascensoristica che possa garantire le condizioni minime per non rischiare di essere esposti a dei rischi, civili e penali, che potrebbero incorrere nel malaugurato caso di un incidente (…anche lieve!).

In altri articoli ho evidenziato il concetto relativo al famoso “ascensoraio”, cioè colui che, seppur abilitato alla manutenzione degli impianti elevatori, gestisce la propria azienda ed il proprio lavoro in modo superficiale e soprattutto senza fornire le minime condizioni tecnico/professionali che ogni operatore del settore dovrebbe garantire.

Un elemento distintivo di questa categoria è sicuramente il prezzo basso (di tutto… manutenzioni, riparazioni, etc.) legato spesso ad una garanzia verbale del tipo “…è tutto compreso!!!”. Bene, dietro questa doppia proposta si nasconde sicuramente una fregatura colossale!!! Tale soluzione è inapplicabile e inopportuna per il 99% dei casi, in quanto dietro un prezzo così esiguo si cela una completa assenza di verifiche manutentive (o comunque la presenza di verifiche approssimative solo per dire “sono passato il…”) e di conseguenza il livello di affidabilità e sicurezza dell’impianto risultano ridotti. Inoltre il prezzo basso nasconde spesso delle condizioni assicurative inopportune ed una totale assenza di un centro di soccorso operativo 24/24 ore a disposizione degli utenti intrappolati negli ascensori.

Fatta questa doverosa premessa su quello che a mio parere è la causa maggiore di infortuni (…la manutenzione di bassa qualità!), analizziamo anche il parco impianti installato e funzionante nella nostra nazione.

In Italia ci sono moltissimi impianti installati che non sono dotati di tecnologie mirate a massimizzare il livello di sicurezza degli utenti. Si consideri che, di un milione di impianti in funzione in Italia, un buon 30% ha più di trent’anni. Questo significa che la sicurezza di questi ascensori non può assolutamente essere paragonata a quella degli impianti più recenti ed è quindi chiaro che per portarli allo stesso livello occorre affrontare una spesa che spesso non è di poco conto.

Sottovalutare elementi come la scarsa manutenzione el’obsolescenza degli impianti, significa mettersi continuamente a rischio di incappare in un incidente. Quando parlo di incidente non mi riferisco per forza di cose ad eventi drammatici e/o mortali, ma intendo anche quei piccoli eventi che possono arrecare alle persone dei semplici infortuni. Tra le cause più banali che portano a tali inconvenienti possiamo trovare:

–          Caduta dovuta al non perfetto allineamento della cabina al piano

–          Urto contro le porte di piano in fase di richiusura

–          Situazioni di panico derivanti da intrappolamento in cabina

Su impianti datati, le condizioni sopra elencate sono all’ordine del giorno e spesso chi subisce il sinistro provvede a richiedere i danni al proprietario dello stabile il quale gira la pratica alla compagnia assicurativa dell’edificio o a quella dell’ascensorista. In questa circostanza il problema viene spesso risolto bonariamente mediante un accordo che prevede un rimborso economico piuttosto modesto. Tuttavia ci si potrebbe imbattere in una situazione per la quale la denuncia fatta dall’infortunato venga inoltrata per mezzo di un legale che quindi subentra nel preciso intento di tutelare i diritti del proprio cliente.

 

Sorge quindi spontanea la domanda: “ di chi è la colpa? ”

 

Prima di dare una risposta cerchiamo di analizzare quali sono gli attori che concorrono in questo spiacevole evento:

–          Il proprietario o legale rappresentante dell’immobile.

–          La ditta manutentrice dell’ascensore

–          L’organismo notificato che verifica ogni 2 anni l’impianto

–          La ditta installatrice dell’ascensore

–          L’azienda che produce l’ascensore

Iniziamo subito con il dire che l’ordine in cui sono state elencatele figure di cui sopra NON è casuale!

Il proprietario o legale rappresentante dell’immobile (di seguito amministratore) è colui che gestisce il patrimonio immobiliare e quindi anche i vari impianti tecnologici. Questa categoria tende molto spesso a semplificare le cose cercando di spostare l’attenzione e le responsabilità verso gli altri attori e alquanto banalmente è portata a credere che basti dare un incarico ad un organismo notificato e a un ascensorista per liberarsi da qualsiasi responsabilità.

La ditta manutentrice dell’ascensore è quella che materialmente esegue le operazioni di manutenzione e riparazione dell’impianto. Anche in questo caso, l’azienda è portata a semplificare le cose in quanto, di fronte ad una situazione di pericolo di entità medio/bassa, si limita ad emettere un preventivo di spesa e a girarlo all’amministratore basandosi sul concetto “io te l’ho detto e quindi adesso sono cavoli tuoi”. Oltre a questo atteggiamento superficiale subentra anche il problema del rapporto cliente/fornitore nel quale l’ascensorista tende a non spiegare con chiarezza la situazione per evitare che l’amministratore lo possa bypassare avvalendosi di un’altra ditta (…e qui entriamo in un argomento che tratterò sicuramente in qualche mio prossimo articolo: la deontologia professionale delle aziende ascensoristiche!)

L’organismo notificato (o in alcuni casi la ASL o l’ARPAM), nella persona dell’ingegnere che materialmente provvede ad eseguire la verifica biennale avvalendosi dell’apporto tecnico-pratico dell’ascensorista, è, o almeno dovrebbe, essere il cosiddetto “controllore” dell’impianto e cioè colui che garantisce all’amministratore che l’ascensore è in condizioni di sicurezza. Questo compito in passato era di esclusiva competenza dello Stato mediante la ASL/ARPAM o l’Ispettorato del Lavoro e ciò garantiva una assoluta imparzialità e autorità nel definire un impianto sicuro o meno. Oggi purtroppo, gli organismi notificati si trovano nella situazione complicata di dover emettere un parere sulle reali condizioni di un ascensore ma, allo stesso tempo, sono dei fornitori dell’amministratore dello stabile che nel caso di un loro atteggiamento poco flessibile potrebbe decidere di avvalersi di un organismo “più accomodante”. Questa è quindi un’altra condizione negativa che compartecipa a rendere gli impianti sempre meno sicuri in quanto sia l’organismo notificato che l’ascensorista tendono spesso a trovare una mediazione tra quello che realmente sarebbe necessario fare all’impianto e quello che può essere proposto al cliente per evitare di perdere il contratto.

La ditta installatrice dell’ascensore è quella che installa l’ascensore e che spesso è la stessa che ne segue le operazioni di manutenzione e riparazione. Una volta terminato il montaggio, l’impianto viene collaudato mediante l’intervento di un organismo notificato (o in alternativa dallo stesso installatore se è certificato) e, a seguito dell’omologazione, provvede ad emettere un certificato di conformità che rappresenta per il cliente finale la garanzia che l’impianto è stato montato a regola d’arte e che è pienamente rispondente alla normativa vigente fino a quel momento. Tale documento è tutelante anche per l’installatore, in quanto lo stesso si mette al riparo da problematiche che potrebbero derivare da future modifiche e/o manomissioni ad opere di terze figure in quanto nella dichiarazione di conformità è espressamente specificato che l’installatore declina ogni responsabilità derivante da manomissioni e/o carenze di manutenzione o riparazione.

Il produttore dell’ascensore è colui che provvede a progettare e a realizzare l’ascensore che poi verrà installato da un ascensorista. La progettazione viene fatta da un tecnico abilitato e la totalità dei componenti di sicurezza impiegati per la realizzazione dell’impianto, devono essere certificati.

La definizione delle 5 categorie principali che orbitano intorno ad un impianto ascensore ci permette di analizzare e comprendere per sommi capi come sono da attribuire le “colpe” derivanti da un infortunio. I più esposti alle responsabilità sono senza dubbio gli amministratori di condominio in quanto essendo gestori e custodi dell’immobile e dei relativi impianti tecnologici, si assumono anche le responsabilità derivanti dalla scelta dell’ascensorista e dell’ente notificato.  La posizione si aggrava qualora l’ascensorista abbia segnalato lo stato precario dell’impianto emettendo comunicazioni “ufficiali” in merito e, ancor peggio, se la stessa segnalazione è stata anche oggetto di una prescrizione dell’ente notificato in occasione di un controllo biennale.

Qualora invece sia l’ascensorista che l’organismo notificato non abbiano provveduto ad emettere comunicazioni in merito ad una determinata situazione di pericolo dell’impianto, le responsabilità saranno divise tra tutte e tre le categorie (amministratore, ascensorista, organismo).

La posizione del costruttore dell’impianto è probabilmente quella meno complicata in quanto, se l’impianto è stato realizzato secondo quanto disposto dalla normativa vigente all’epoca, le responsabilità sono attribuibili a questa figura solo se si riesce a dimostrare il vizio di costruzione del componente che ha causato il problema. Anche in questo caso però si potrebbe andare incontro ad un concorso di colpa in quanto sia il manutentore che l’organismo notificato che ha collaudato/verificato l’ascensore avevano il compito di verificare il buon funzionamento dell’impianto.

Con questo articolo non si ha la presunzione di prevaricare la giustizia italiana, ma si vuole porre una nota importante su un tema che spesso viene sottovalutato: la sicurezza degli utenti che utilizzano l’ascensore.

E’ bene quindi capire che la scelta di un manutentore serio e preparato rappresenta il primo tassello che l’amministratore deve definire per massimizzare la sicurezza delle persone che ogni giorno utilizzano l’ascensore. E’ inoltre importante che lo stesso scelga l’ascensorista anche in base alla possibilità di poter instaurare con lui un rapporto di fiducia che lo porti a fidarsi di fronte alla proposta di lavori di modernizzazione dell’impianto sapendo che questi sono mirati a mantenere il livello di affidabilità e sicurezza necessarial buon funzionamento dell’elevatore.

Purtroppo, soprattutto di questi tempi, l’amministratore si trova spesso a dover fronteggiare i problemi economici della gran parte dei condomini e quindi è portato o condizionato (dai condòmini) nello scegliere un fornitore esclusivamente per il fattore prezzo. Questo è quindi il problema alla base delle carenze manutentive che affliggono il patrimonio immobiliare ed i relativi impianti tecnologici dello stesso, tra cui gli ascensori.

In considerazione quindi di quanto sopra esposto, è bene tenere a mente 3 cose importanti:

  1. Valutare i preventivi relativi ai servizi di manutenzione andando ad analizzare soprattutto la bontà del piano manutentivo studiato dal manutentore e solo in una seconda fase valutare la parte economica mettendola in relazione, solo in questo momento, con il tipo di servizio offerto.
  2. Analizzare bene e con attenzione il piano manutentivo e la cadenza delle visite di manutenzione in quanto la durata dei componenti dell’impianto e quindi la durata dell’ascensore, dipendono proporzionalmente alla bontà del servizio di manutenzione effettuato dall’ascensorista.
  3. Verificare almeno una volta all’anno la completa rispondenza tra il servizio preventivato ed il REALE servizio effettuato, avendo l’accortezza di non firmare MAI impegni contrattuali superiori i DUE anni.

 

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