Anche con il buon Ferro…l’ascensore si blocca.

FerroPrendo spunto da un episodio avvenuto qualche settimana fa durante un concerto a Tiziano Ferro che, nel bel mezzo del suo concerto, è rimasto bloccato su un elevatore a due metri di altezza . La curiosa vicenda si è conclusa con un po’ di imbarazzo e con l’intervento del personale tecnico che, grazie all’ausilio di una scala, ha permesso al cantante di scendere e terminare il suo spettacolo.

Puoi vedere cosa è successo cliccando -QUI-

Non più tardi di un mese fa, un episodio simile si è verificato anche durante una puntata in diretta del programma “Tale e quale show” nella quale, l’attrice Bianca Guaccero, è rimasta bloccata nell’ascensore che l’avrebbe dovuta portare sul palco. Anche in questo caso, con grande imbarazzo, il presentatore Carlo Conti si è affrettato a mandare una “pubblicità di emergenza” per permettere nel frattempo ai tecnici di sbloccare l’elevatore.

Sono certo che in entrambi i casi di cui sopra gli impianti siano stati ben controllati dai tecnici proprio per non incorrere in situazioni imbarazzanti nel pieno corso dello show!

Nonostante tutto però, gli ascensori si sono bloccati. Certo, in fondo stiamo pur sempre parlando di macchine che hanno tutto il diritto di poter incorrere in qualche problemino. Quanto appena detto dovrebbe essere condivisibile da tutti, eppure, spesso mi imbatto in persone che rimangono sorprese dal fatto che il proprio ascensore si sia bloccato. In questi casi, le frasi più comuni sono:

  • “Lo hanno appena controllato e si è già bloccato”
  • “Poco tempo fa abbiamo speso un sacco di soldi per rimetterlo a posto e si è nuovamente bloccato”
  • “Si è bloccato?!?!?!…è nuovo!”

Nell’immaginario collettivo l’ascensore è una macchina estremamente affidabile alla quale non viene concessa la possibilità di rompersi, probabilmente perché molte persone hanno il terrore di rimanere bloccati o perché hanno così paura che la cabina possa precipitare nel vuoto che, di fatto, si autoconvincono che l’ascensore sia sempre iper affidabile.

Significa quindi che ogni qualvolta un elevatore ha un problema, psicologicamente l’utente ha un calo di fiducia verso questa macchina che porta ad un aumento della paura verso questo mezzo di trasporto che, a differenza di altri mezzi, non ha conducente umano che ne controlla il funzionamento (come per esempio l’automobile, il treno, l’aereo, etc.).

Partendo quindi dal concetto ascensore = macchina affidabile, è bene stabilire un concetto fondamentale per garantire la sicurezza e la serenità di tutti gli utenti:  L’ASCENSORE HA BISOGNO DI MANUTENZIONE o meglio, L’ASCENSORE HA BISOGNO DI UNA BUONA MANUTENZIONE.

Le due precedenti affermazioni sono simili ma in realtà la parola “buona” le rende totalmente differenti. Avere un BUON manutentore, regolarmente abilitato, significa poter disporre dei servizi di un PROFESSIONISTA che periodicamente controlla il vostro ascensore con l’obiettivo di renderlo il più funzionale e sicuro possibile. Una buona manutenzione periodica serve anche a garantire una durata maggiore dell’impianto in modo che questo funzioni sempre in condizioni ottimali.

L’ASCENSORISTA PROFESSIONISTA deve quindi essere pagato il giusto affinché FACCIA IL PROPRIO DOVERE che è quello di intervenire con professionalità sull’impianto al fine di garantire la sicurezza degli utenti e la funzionalità dell’impianto anticipando il più possibile ogni eventuale guasto e disservizio.

Una buona azienda ascensoristica dovrebbe in linea di massima investire molto in formazione dei propri dipendenti, in tecnologie, in strumentazioni e soprattutto in sicurezza.

Rinunciare ad una buona manutenzione illudendosi di aver fatto un affare ad aver sottoscritto un contratto da 15/20 euro al mese è pura follia.

In questo caso si ha solo la garanzia, forse, di adempiere a quanto prescritto dalla legge, ma non si ha nessuna garanzia in termini di sicurezza, affidabilità e funzionalità dell’impianto. Ma ancora più grave è che una manutenzione assente o quasi (perché di questo stiamo parlando con 20 euro), riduce drasticamente la vita di un elevatore perché tutti i componenti sono costretti a lavorare in condizione di stress derivante dall’assenza di controlli e di settaggi.

Dando quindi per assodato che l’ascensore, essendo macchina, può incappare in qualche piccola difettosità anche se ben controllato, risulta assai singolare il fatto che “chi ha paura dell’ascensore” non voglia investire qualche euro in più nell’affidare la gestione tecnica del proprio impianto ad un professionista.

L’esempio classico potrebbe essere quello di un ascensore condominiale. Questa è la situazione perfetta per capire che è assurdo non investire 10/20 euro in più al mese, che diviso per una media italiana di 8/10 condomini stiamo parlando di 1 / 2  euro/mese pro-capite, per garantirsi i servizi di un’azienda che, oltre ad assicurare un servizio di assistenza puntuale e professionale, ci garantisce un allungamento della vita del nostro impianto e di conseguenza un risparmio di migliaia di euro che altrimenti sarebbero stati necessari per riparare i componenti usurati e stressati da una cattiva manutenzione.

E’ chiaro che nel bilancio di un condominio la voce “ascensore” assorbe una parte importante delle risorse economiche a disposizione, ma è pur chiaro che è inutile risparmiare qualche euro oggi per poi essere costretti a spendere in futuro delle cifre importanti per rimediare ai danni causati dalla totale assenza di controlli .

In fin dei conti è come se, in una gita in autobus con gli amici, si scegliesse una destinazione lontana migliaia di chilometri rinunciando, per risparmiare, all’utilizzo di un autista che, senza ricevere il cambio, deve affrontare il viaggio senza soste. Il nostro autista, essendo un essere umano, ben presto arriverà al suo limite fisico e, se fosse assai coscienzioso, sarà costretto ad arrestare l’autobus per fare una pausa che gli permetta di riposarsi e di recuperare le energie per poi riprendere il viaggio in totale sicurezza. Nel caso limite potrebbe però accadere che, in assenza di una sosta, l’autista stanco e stressato, potrebbe addormentarsi alla guida causando un incidente che potrebbe mettere a rischio la salute degli occupanti dell’autobus.

Riportando quanto sopra al caso dell’ascensore, purtroppo dobbiamo riscontrare subito una grande differenza: non abbiamo la presenza umana che controlla questa macchina e, al contrario di un qualsiasi altro mezzo di trasporto, l’ascensore porta gli utenti da un piano all’altro in totale autonomia.  Questo significa quindi che, in assenza di un adeguato controllo da parte di un umano (ascensorista), ben presto questa macchina non sarà in grado di capire in autonomia l’approssimarsi del suo limite fisico e di conseguenza cederà all’improvviso causando un guasto più o meno grave.

Alla luce di quanto sopra, siete proprio sicuri che convenga risparmiare 1 euro al mese per rischiare di spenderne molti di più in futuro o, nei casi limite, di incorrere in una situazione di pericolo che potrebbe causare un infortunio?

 

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